MOZIONE CONGRESSUALE (VERSIONE DEFINITIVA) DELLA “BASE IDV” 1° Congresso Nazionale IDV, 5 – 6 – 7 febbraio 2010, Roma

“PER UN PARTITO DELLA LEGALITA’ DELLA DEMOCRAZIA E DELLA TRASPARENZA”

1° Congresso Nazionale IDV, 5 – 6 – 7 febbraio 2010, Roma

FATTA SALVA LA POLITICA DEL PARTITO NEI CONFRONTI DELL’ATTUALE GOVERNO E ASSUNTA PIENAMENTE LA LOTTA A FAVORE DELLA LEGALITA’ E DELLA GIUSTIZIA, CHIEDIAMO CHE ANCHE NEL PARTITO STESSO, ITALIA DEI VALORI, VALGANO QUELLE REGOLE PER CUI LOTTIAMO NEL CAMBIAMENTO DELLA SOCIETA’.

UN GRANDE RINGRAZIAMENTO A TUTTI GLI ISCRITTI ED AI SIMPATIZZANTI CHE HANNO PARTECIPATO CON IL LORO APPOGGIO E CONTRIBUTO ALLA STESURA DI QUESTA MOZIONE PER IL RINNOVAMENTO, IL MIGLIORAMENTO DEL PARTITO ITALIA DEI VALORI CHIAMATO A NUOVE IMPORTANTISSIME SFIDE.

INVITIAMO TUTTI I DELEGATI AL CONGRESSO CHE SI RICONOSCONO NELLE ISTANZE DI QUESTA MOZIONE A SOTTOSCRIVERLA ED APPOGGIARLA DURANTE IL CONGRESSO.

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Chi siamo

La mozione che andiamo ad illustrare è il frutto di un percorso cominciato a fine estate 2009 sfociato nella prima assemblea nel quartiere del Baraccano, il 1° Novembre a Bologna.

Gli iscritti autoconvocati, provenienti da tutta Italia, si sono confrontati sulle modalità di gestione del partito che troppo spesso risulta personalistica e lontana dai principi di democrazia e trasparenza di Italia dei Valori.

I gruppi de “I comitati per la glasnost in IdV” di Roma, “Parole Civili ” di Bologna e “L’altra Italia dei Valori” di Varese vari gruppi si sono dati un coordinamento in una riunione il 15 novembre a Roma, a nome “La Base IDV” che ne ha promosso i successivi incontri (Bologna, 20 Dicembre – Brescia,17 Gennaio) e che ha aderito alla manifestazione nazionale No “B-Day” tenutasi a Roma.

Siamo iscritti che si riconoscono –come detto- sia nel simbolo che nella linea politica nazionale del partito, ed in particolare nella strenua difesa dell’assetto costituzionale garantito dalla divisione dei poteri.

Siamo iscritti che chiedono maggior democrazia interna e trasparenza intesa anche come assoluto rispetto degli statuti e dei regolamenti, in particolare da parte degli organismi dirigenti.

Siamo iscritti che ritengono l’applicazione del principio della sanzione reputazionale come unico strumento atto a risolvere la questione morale ed a ricondurre l’azione dei partiti e dei pubblici incaricati al precetto costituzionale di “disciplina ed onore” (art.54, Costituzione).

 

LE NOSTRE PROPOSTE

1. Revisione dello statuto IDV

“La Base IDV” chiede ai delegati partecipanti al 1° Congresso Nazionale IDV di Roma di adeguare lo Statuto attuale ai principi di democrazia, trasparenza, struttura organizzativa di tipo federale.

Lo statuto del Partito dovrà essere approvato dal Congresso Nazionale e solo da questo potrà essere modificato.

Secondo i principi di spersonalizzazione già enunciati dallo stesso Presidente Antonio Di Pietro si propone di eliminare la dicitura “Lista Di Pietro” dal simbolo ufficiale del partito; tale dicitura potrà essere eventualmente inserita nei contrassegni di presentazione di candidature elettorali.

Chiediamo che il partito sia organizzato su base federale come precedentemente sancito all’articolo 2 dello statuto di Italia dei Valori in vigore fino al 30 Novembre 2009.

Gli iscritti potranno liberamente, ovvero senza approvazione degli organismi di partito, costituire circoli territoriali, tematici, o all’interno dei luoghi di lavoro, purché le modalità organizzative non contrastino con i principi di libertà democrazia, trasparenza, legalità e con la linea politica nazionale del Partito.

Gli organismi territoriali del Partito, ovvero segretari cittadini, circondariali, consortili, provinciali e regionali dovranno essere eletti dagli iscritti in modo diretto.

Previsione del divieto di doppi incarichi interni, ovvero chi ricopre il ruolo di segretario cittadino non potrà ricoprire quello di provinciale.

Ulteriore divieto per i parlamentari e per i consiglieri regionali di ricoprire incarichi di segretari cittadini, provinciali o regionali.

Sancire l’incompatibilità per gli incarichi interni di Partito tra parenti in linea retta, discendenti e ascendenti.

In modifica dell’art. 7 del nuovo statuto il congresso nazionale dovrà tenersi ogni 2 anni e tutte le cariche di partito dovranno essere ivi rinnovate. Il congresso nazionale si svolgerà dopo la celebrazione dei congressi territoriali e regionali.

In modifica all’art. 6 dell’attuale Statuto si prevedono quali organi e strutture nazionali del Partito: l’Assemblea Nazionale che è sovrana; Il Presidente, Il Vice Presidente, l’esecutivo nazionale, la direzione nazionale, l’assemblea degli eletti, il coordinamento nazionale dei dipartimenti tematici, il Tesoriere Nazionale ed il Collegio dei Revisori dei Contabili, Il Collegio Nazionale di Garanzia.

L’Assemblea Nazionale ai fini dell’elezione del Presidente del Partito vota i candidati i primi due parteciperanno a primarie aperte; il primo degli eletti sarà nominato Presidente il secondo ricoprirà l’incarico di Vice Presidente. Il Presidente ed il Vice presidente durano in carica 2 anni.

L’esecutivo nazionale sostituisce l’attuale ufficio di presidenza e sarà composto da 9 membri Il Presidente, Il Vice Presidente, il Capogruppo alla Camera, il Capogruppo al Senato, il Capogruppo al Parlamento Europeo, il Tesoriere, il Segretario Giovanile, il Coordinatore dei Gruppi Tematici, il Presidente dell’Assemblea degli Eletti.

La direzione Nazionale del Partito sostituisce l’attuale Esecutivo Nazionale e sarà composta da 100 membri di cui i 9 componenti dell’esecutivo nazionale e 91 eletti dal congresso nazionale.

I responsabili dei dipartimenti tematici dovranno essere eletti dalla Direzione Nazionale tra i candidati di riconosciuta esperienza professionale nei vari settori di competenza. I vari responsabili eleggeranno il Coordinatore.

Il Collegio Nazionale di Garanzia dovrà essere eletto dall’Assemblea Nazionale e non potranno farne parte dirigenti territoriali ed eletti.

La proprietà del simbolo dovrà essere intestata al Partito che tramite i suoi organi nazionali sarà l’unico titolare di tutte le proprietà intellettuali e materiali. Il Partito sarà l’unico soggetto a riscuotere i rimborsi elettorali.

I proventi derivanti dalle iscrizioni, dai contributi volontari, dai rimborsi elettorali saranno gestiti dall’Ufficio del tesoriere Nazionale e devoluti in quota parte alle regioni.

Ogni Assemblea Regionale del Partito dovrà eleggere un tesoriere.

Si raccomanda l’utilizzo dello strumento delle primarie sia aperte che interne per la designazione dei candidati nelle principali competizioni elettorali.

I firmatari della presente mozione fanno appello ai delegati congressuali fanno appello al Partito all’assemblea dei delegati e al Presidente Antonio Di Pietro affinché siano revocati tutti i provvedimenti disciplinari emanati a danno di iscritti che hanno come unica colpa quella di aver manifestato liberamente il proprio pensiero.

Inoltre, al fine di agire subito e concretamente per il cambiamento una Commissione Nazionale di Garanzia eletta dall’assemblea dovrà provvedere entro 60 giorni dal termine del congresso nazionale ad esaminare tutti i casi di sospensione, espulsione e mancata autorizzazione al rinnovo della tessera al fine di porre fine ad una serie di provvedimenti disciplinari adottati da dirigenti non sempre improntati ai principi fondanti del Partito. Auspichiamo che della Commissione Nazionale di Garanzia facciano parte iscritti al partito in rappresentanza delle minoranze congressuali.

 

 

2. La Federazione Democratica per l’alternativa di governo

“La Base IDV” chiede ai delegati partecipanti al 1° Congresso Nazionale IDV di Roma di condividere il percorso politico per la costruzione della coalizione alle prossime elezioni politiche.

L’attuale alleanza di centro-sinistra, che fa perno sul Partito Democratico e sull’Italia dei Valori, non dovrà mai più essere un mero cartello elettorale, una semplice alleanza di governo o una sommatoria di soggetti politici tenuti assieme esclusivamente da un intento di conservazione del potere acquisito o acquisibile; sarà invece un programma comune che ci si impegna ad attuare nell’espletamento dei compiti di Governo del Paese.

Dovrà costituirsi una Federazione Democratica che sia una forza politica rinnovata nella sostanza: l‘innovazione dovrà portare dei cambiamenti radicali nelle singole forze politiche che vorranno costruirla. Cambiamenti formativi e culturali nella classe politica (dal militante al parlamentare), cambiamenti negli stili di direzione politica, cambiamenti negli Statuti e nei Regolamenti, cambiamenti nella stesura e nella verifica periodica dei programmi politici, cambiamenti nei metodi di selezione di tutte le candidature, cambiamento nei metodi di verifica degli eletti della Federazione Democratica che sarà. Metodi periodici di verifica del programma da stabilire insieme nei modi e nelle forme, coinvolgendo eletti, dirigenti, militanti e cittadini elettori.

Dobbiamo porci un obbiettivo: VINCERE LE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE.

Noi immaginiamo Federazione Democratica come una forza politica capace di aggregare tutti coloro che si ispirano e si riconoscono negli ideali e nei valori del socialismo democratico, della sinistra radicale – progressista e riformista, dell‘ambientalismo, del cattolicesimo democratico e popolare, della cultura laica-liberale-repubblicana e federalista europea. Un soggetto politico al quale tutti potranno dare il proprio contributo e dove i ruoli dirigenziali dovranno essere ricoperti per un periodo di tempo definito perché si tengano lontani i rischiosi fenomeni del carrierismo e dell’individualismo. Una Federazione Democratica che sia interpretata e vissuta realmente come strumento al servizio dei cittadini, alla stregua dei principi delle pari opportunità, della pari dignità e integrazione di tutti cittadini, con particolare attenzione verso i deboli, nel rispetto assoluto della legalità e dell‘ordine democratico.

Ineludibile presupposto per la nascita e sopravvivenza della Federazione Democratica che vogliamo far venire alla luce è una reale unità del Centrosinistra, all’interno di un quadro politico compiutamente bipolare e maggioritario, dove il valore dell’alternanza possa costituire un fattore di sviluppo democratico vero e di un governo stabile. Tutto questo in presenza di severe leggi sulla parità di opportunità di accesso all’arena elettorale e sul conflitto di interessi. Una Federazione Democratica, che dovrà nascere con un forte grado di autonomia politica ed organizzativa nei Comuni d‘Italia, coordinati in Federazioni Provinciali. In ogni regione d’Italia si dovrà costituire una Federazione Democratica, intesa come centro politico di riferimento, sia dal punto di vista di una direzione politica unitaria (compresa la selezione delle candidature) sia dal punto di vista programmatico-progettuale.

La realtà civile e socio-economica dell’Italia è, a nostro avviso, molto più avanzata della realtà politica e richiede già da anni sempre più innovazione istituzionale e nella cultura politica. Non vogliamo cancellare nessuna forza politica, anzi ci impegneremo affinché all’interno della Federazione Democratica ogni forza politica e sociale continuerà a svolgere la propria attività.. Una nuova classe politica che dovrà avere, già nel proprio DNA, sempre al centro della propria azione i progetti per i cittadini. Progetti che potranno essere realizzati solo da persone oneste e competenti, con una forte passione per la gestione della “Res Publica”.

Alla Federazione Democratica dovranno essere cedute integralmente le seguenti sovranità politiche: redazione e verifica di un programma comune per ogni competizione elettorale; definizione dei criteri di scelta dei candidati per tutti i livelli delle cariche pubbliche (dove le primarie sono il metodo di riferimento); la gestione delle quote del finanziamento pubblico; la definizione di eventuali alleanze elettorali-programmatiche con altri soggetti politici del Centrosinistra sulla base di criteri definiti nello Statuto della Federazione.

 

Domenico Morace, Alessandra Piva e Giuseppe Vatinno per la “Base IdV”

più tutti coloro che hanno aderito

 

Bologna, 2 febbraio 2010

MOZIONE CONGRESSUALE (VERSIONE DEFINITIVA) DELLA “BASE IDV” 1° Congresso Nazionale IDV, 5 – 6 – 7 febbraio 2010, Romaultima modifica: 2010-02-03T18:30:00+01:00da admin
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